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Un capitolo segreto:
la Vespa e la  fabbrica nascosta  di Ceva

All’alba della leggenda, nei primi, difficilissimi anni dopo la guerra, la Vespa non nacque solo a Pontedera. La Piaggio, con lo stabilimento devastato dai conflitti, affidò a piccole realtà fidate la produzione di componenti preziose.

Tra queste, una storia è diversa dalle altre. È la storia di un vero e proprio avamposto Piaggio, a soli 8 km da Lesegno, a Ceva.

Qui, in un ex cotonificio di inizio Novecento, dopo essere stato utilizzato per produzioni belliche, venne allestita una linea produttiva che divenne vitale per la rinascita della Vespa. Dal 1945, una cinquantina di operai, molti del territorio, lavorarono con passione e tenacia per forgiare pezzi iconici: le marmitte, i supporti del manubrio, lo sportello del serbatoio. Fino al 1951, da queste valli uscirono componenti che avrebbero viaggiato per il mondo su milioni di Vespine.

Poi, la fabbrica silenziò. Ma non la memoria.

I  semi della leggenda: 
quando la Vespa fiorisce sui muri

La Vespa è così: lascia semi di storie ovunque passi. Semi che possono rimanere dormienti per decenni, in attesa del terreno giusto per germogliare.

Quel terreno fertile fu la passione di Maurizio “Ceto” Silvano di Lesegno.

Affascinato dai racconti degli anziani che avevano lavorato a Ceva, maturò un sogno: dipingere la memoria. Non voleva che quelle mani, quei sacrifici, quella pagina di orgoglio industriale locale svanisse nell’oblio. Così, con lo spirito pionieristico di un vero vespista, lanciò una scommessa: portare la Vespa sui muri del paese.

Nacque così, nel 2017, “Ra Vespa ‘nsima ra Muragna” (La Vespa sul Muro), un progetto che unì un intero paese. Supportato dal gruppo vespistico “Ras cia cune“, da privati cittadini e da un’Amministrazione Comunale che credette subito nella visione, quel primo murales fu il segnale di partenza.

Oggi, 17 opere d’arte a cielo aperto trasformano Lesegno in una galleria a sorpresa. Ritratti di abitanti in sella alle loro Vespe, omaggi alla storia Piaggio, acrobazie e citazioni popolano le facciate, invitando a una “caccia al murales” emotiva tra i vicoli del borgo.